Rivalutazioni INPS, c’è chi riuscirà ad avere oltre 1000 euro in più

L’inflazione potrebbe raggiungere l’1,5% per il 2021 e sarà necessaria una rivalutazione delle pensioni, ma servono 4 miliardi di euro per coprirle. pensione minima

Tutto nasce nel 2020, quando l’infllazione negativa ha bloccato qualsiasi rivalutazione. Quest’anno però i prezzi sono schizzati in alto, a causa dell’impennata di luce, gas e dei beni di consumo. Per questo è necessaria una manovra per i 23 milioni di assegni staccati mensilmente dallo stato ai pensionati, ma si stanno valutando modifiche nella distribuzione. Dal prossimo anno infatti, se non ci saranno interventi, torneranno i tre scaglioni di Prodi con tutte le conseguenze, positive per chi percepisce una pensione, ma negative per le casse statali.

L’entità degli aumenti dipende dal tipo di distribuzione attuata dal governo e che saranno “tangibili” solo da marzo. Utilizzando i criteri degli scaglioni Prodi, gli aumenti partirebbero da 126 euro in più per chi prende fino a 1500 euro al mese per arrivare ai 1027 euro l’anno per chi invece prende oltre 60mila euro lordi.

Rivalutazioni pensioni: in bilico tra il ritorno al sistema Prodi e quello Lettadifferenze pensioni per uomini e donne

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Nel caso in cui invece non si ritorni alla vecchia riforma l’incremento varierebbe tra i 126 euro e i 484 euro annui. Il sistema Prodi, a scaglioni si attua con un rivalutazione piena fino al 100% fino a 2000 euro, fino al 90% tra i 2000 e i 2500 euro, al 75% sopra quota 2500. Con il sistema Letta invece si basa su cinque fasce di importo e a ciascuna corrisponde un’aliquota secca di rivalutazione (100%, 95%, 75%, 50%, 45%) che va applicata su tutta la pensione.

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Per evitare quindi un possibile dissesto dei conti pubblici, già provati duramente dall’oltre anno e mezzo di pandemia, il governo dovrebbe tornare al sistema a fasce, ma ovviamente la decisione non è scontata e vedrà contrapporsi le varie parti politiche. Rimane il fatto che questa riforma, seppur critica, non è tra quelle all’ordine del giorni per le prossime settimane, visto che c’è in ballo la legge di bilancio. C’è poi aperta la questione sulla cancellazione o meno di quota 100 per chi dovrà invece arrivare alla pensione. Qui si gioca parte della credibilità del Governo Draghi, che ha scelto come consulente esterno la Fornero, ex ministro che ha portato alla riforma più odiata dai lavoratori italiani, con l’innalzamento dell’età pensionabile.