Impianto fotovoltaico, quanto riusciresti a risparmiare su acqua calda e riscaldamento

Una volta ammortizzati i costi dell’impianto fotovoltaico, i pannelli solari possono rivelarsi un ottimo modo per risparmiare.

Proprio in questo periodo, in cui si discute tanto di costi in aumento delle bollette, installare un impianto fotovoltaico può rivelarsi un buon compresso. Un impianto fotovoltaico riduce le emissioni di CO2 e le importazioni di energia dall’estero. Consiste in un impianto elettrico costituito dall’assemblaggio di più moduli fotovoltaici, che sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica. Gli impianti fotovoltaici si dividono in 2 grandi famiglie. Ci sono quelli “ad isola”, che non sono connessi a nessuna rete di distribuzione e che sfruttano direttamente sul posto l’energia elettrica prodotta e accumulata nelle batterie. La seconda famiglia è quella degli impianti “connessi in rete”, che si connettono appunto ad una rete elettrica di distribuzione esistente e gestita da terzi e spesso anche all’impianto elettrico privato da servire.

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Di conseguenza, quando parliamo di impianto fotovoltaico, si parla di di energia autoprodotta e dunque autoconsumata. Ogni chilowattora di elettricità prodotta corrisponde ad un chilowattora in meno sulla bolletta elettrica. Viene da sé che l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico evita l’acquisto di energia dalla rete elettrica e permette all’utente di avere a disposizione energia “a costo zero”, dal momento che l’impianto è già stato pagato. Tuttavia, ci sono da valutare i costi di installazione dell’impianto fotovoltaico.

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Trattandosi di un impianto vero e proprio, per l’installazione di pannelli fotovoltaici è sempre bene affidarsi ad un’azienda con esperienza e professionalità. E’ possibile utilizzare il bonus ristrutturazione che riguarda anche la fornitura e l’installazione dell’impianto fotovoltaico e di tutti i componenti e che permette una restituzione del 50 % della spesa sostenuta in detrazioni Irpef. Inoltre, l’energia prodotta e non consumata dall’abitazione viene ceduta alla rete dopo la stipula di una semplice convenzione con il GSE – Gestore dei Servizi Energetici (ente a controllo Ministeriale), e viene assegnato un valore a quell’energia. In genere quel valore è pari al prezzo di costo dell’energia per la zona di installazione.