Licenziamenti su WhatsApp e Zoom attenti perchè si può fare, dicono i giudici

Essere licenziati da lavoro è sempre un duro colpo da incassare, ma riesce ad essere ancora peggio se la comunicazione arriva tramite una videochiamata improvvisa o, peggio ancora in due righe di messaggio su Whatsapp.

Purché possa essere considerato orribile sia dal punto di vista etico che per la dignità personale del lavoratore, in Italia licenziare una persona tramite messaggio o altro metodo di comunicazione digitale non è illegale. A dirlo sono i giudici che hanno preso in causa i casi di diverse aziende in passato che, per motivi di delocalizzazione, ovvero trasferimento della sede dell’azienda in un altro luogo, hanno comunicato in massa ai propri lavoratori il loro licenziamento tramite messaggi Whatsapp o per e-mail. Sebbene i casi più gravi ed eclatanti di questo fenomeno siano accaduti fuori dai confini italiani, anche il nostro paese ha una sua storia di licenziamenti vigliacchi tramite messaggi e e-mail inviati alle masse di lavoratori. Uno dei più noti è quello dell’azienda Carterpillar.

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Considerando questo fenomeno come un buco normativo che non tutela la dignità dei lavoratori, il Ministero del Lavoro ha intenzione di inserire il divieto assoluto di licenziare le persone con questo metodo. A portare all’attenzione del Ministero del Lavoro il fenomeno dei licenziamenti per messaggio è il vertiginoso aumento dei casi dovuto alla pandemia. Il lockdown e l’impossibilità di molte aziende di richiamare i lavoratori sul posto per comunicare il licenziamento ha portato a un aumento delle comunicazioni per messaggio o tramite videochiamata (come qualsiasi altra cosa in tempo di lockdown). Questo ha portato all’attenzione del Ministero tutti gli altri casi analoghi, ma non sottoposti alle situazioni avverse. Per disincentivare i licenziamenti, il Ministero pensa di colpire il fenomeno della delocalizzazione, responsabile, almeno in parte della presa piede del fenomeno dei licenziamenti di massa. Di un denominato “pacchetto antidelocalizzazioni” in lavorazione presso il Ministero del Lavoro per il momento si conosce solo il nome, ma si pensa che sarà l’inizio di un cambio di regole.

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Per le aziende con pià di 250 dipendenti, il Ministero prevede una regola che obblighi i dirigenti a comunicare la propria intenzione di delocalizzare l’azienda e avviare il procedimento di licenziamento ai sindacati 90 giorni prima dell’attuazione. Questo per evitare un altro caso Caterpillar, che a Jelsi ha lasciato senza lavoro 270 dipendenti.