Gli italiani ed il futuro: che stipendio avranno i tuoi figli fra vent’anni

Una delle maggiori complicanze del mercato del lavoro è proprio la retribuzione, spesso minima, destinata ai dipendenti. Ma le cifre possono variare

Bussare alla porta del mercato del lavoro non è sempre semplice, specie quando si è giovani. Le difficoltà di inserimento sono notevoli e ottenere un posto di lavoro non è sempre semplice. Si aggiunge a questo il problema delle paghe, spesso minime, e il tempo di lavoro, spesso eccessivo in riferimento alla retribuzione. Secondo Businessonline, lo stipendio medio di un italiano nel 2021 varia da 16.968 e 23.414 euro, nella fascia d’età tra 20 e 30 anni. Molto dipende da genere, età, area geografica, esperienza, settore, anni di studio, diploma. Insomma, le variabili sono davvero tantissime ma un primo fattore che influenza lo stipendio è la grandezza e l’importanza dell’azienda.

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In genere, le aziende possono ricercare lavoratori con poca esperienza o con esperienza, quindi junior e senior, con caratteristiche diverse. Con il tempo, però, gli stipendi possono aumentare grazie alla mobilità professionale ascendente che permette di aumentare di livello ed ottenere guadagni migliori. Quando i lavoratori acquisiscono potere di mercato sulle aziende che sono costrette a offrire salari più elevati per attirarli, si parla di evoluzione degli equilibri di potere. Infine, se aumenta la produttività, si segue la strada dell’accumulazione del capitale umano generale.

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L’analisi per settori

Secondo un’analisi condotta dal portale JobPricing in collaborazione con Infojobs, un lavoratore dipendente nel 2019 ha percepito una retribuzione annuale lorda media di 29.352 euro. Nello stesso anno, la retribuzione media lorda in Italia è scesa rispetto all’anno precedente: 29.235 euro contro i 29.601 euro del 2018. Cifre destinate a peggiorare nel 2020, a causa della crisi sanitaria ed economica che ha determinato un calo drastico delle retribuzioni medie e un aumento della disoccupazione. In Italia, i settori che pagano meglio sono banche e servizi finanziari, con 43.277 €. Seguono Farmaceutica e Biotecnologie con 39.294 €; Ingegneria con 38.222 €; Oil & Gas con 38.093€; settore agricolo, il meno redditizio, ha una RAL media di 23.795 euro. La classifica mette in testa i servizi finanziari con 41.864 euro; le utilities con 32.162 euro; l’industria di processo con 31.109 euro; l’industria manifatturiera con 30.290 euro; il commercio con 28.555 euro; i servizi con 27.983 euro; edilizia con 26.494 euro; agricoltura con 23.795 euro.