Inviare soldi a Natale con un bonifico, attenzione a tasse e sanzioni

Cosa accade se, per Natale, decidiamo di inviare come regalo un bonifico magari ad un nostro parente? Ecco i rischi 

Tempo di Natale e di regali e, chi non sa proprio per cosa optare, potrebbe pensare di inviare un bel bonifico, magari a qualche familiare. La cosa è lecita e non si rischiano problemi con il Fisco, né una violazione delle regole sulle massime. Essendo un pagamento tracciato, è possibile giustificare la provenienza del denaro, specie se quella cifra viene destinata ad acquisti apparentemente incompatibili con la situazione di reddito. L’importo ricevuto potrebbe essere considerato tassabile, con l’applicazione delle imposte che, in caso di cifra irrisoria, non dovrebbero essere altissime. Per evitare imposte, è utile indicare nella causale del bonifico che si tratta di un regalo, meglio ancora se si indica l’acquisto che ne sarà fatto. In ogni caso, cifre di importo inferiore ai 100 euro non sono soggette a tassazione.

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Tutti i nostri movimenti bancari sono comunque monitorati dal Fisco e accessibili alle Agenzia delle entrate. Spesso il Fisco esegue dei controlli incrociati sui redditi prodotti dal contribuente e su quelli collegati dei parenti. Proprio ai familiari, infatti, sono spesso riconducibili intestazioni di beni immobili e mobili e trasferimenti di denaro. Il Fisco avvia controlli nel caso di movimenti sul conto corrente riconducibili a reddito non dichiarato, partendo dal presupposto che il tenore di vita del contribuente non corrisponda ai redditi dichiarati. Per quanto riguarda i bonifici, i controlli scattano in genere nel caso di bonifico accreditato inaspettatamente.

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Anche effettuare un bonifico a favore dei propri figli può comportare in alcuni casi l’attivazione del sistema di verifica da parte dell’Agenzia delle entrate. Se la donazione a beneficio di un figlio supera il limite di 2mila euro, fissato fino al 31 dicembre 2021,è meglio procedere con pagamenti tracciabili, così da non incorrere nella violazione della norma sul riciclaggio. Il limite, dal primo gennaio 2022, sarà ridotto a mille euro. E’ possibile dichiarare le somme di denaro percepite inaspettatamente al Fisco e giustificare a mezzo di prova la provenienza del denaro esente, non tassabile. Altrimenti, in assenza di prova, il Fisco sanziona la somma di denaro ricevuta. Non bisogna dichiarare invece i rimborsi spese, le trasferte, i risarcimenti dovuti per danno morale, le donazioni.