IMU raggiunto l’accordo, ora alcuni pagheranno meno

Dopo l’emendamento discusso in Parlamento, è stato raggiunto l’accordo IMU. Ora finalmente alcuni pensionati pagheranno meno

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È stato finalmente raggiunta l’intesa tra la maggioranza in Parlamento: grazie all’accordo IMU, alcuni pensionati pagheranno meno. Nel 2022, infatti i pensionati italiani residenti all’estero, proprietari di un immobile non affittato, vedranno l’Imu ridotta al 10%.

L’intesa è giunta dopo un provvedimento discusso in parlamento e frutto di un emendamento alla nuova manovra economica. La decisione, quindi permetterà ad una categoria specifica di pensionati di usufruire del pagamento ridotto dell’IMU. Vediamo quali sono i parametri.

Raggiunto l’accordo IMU, ora alcuni pagheranno meno

L’emendamento presentato e discusso in parlamento ha fatto sì che si sia raggiunto l’accordo IMU volto a far pagare meno alcuni pensionati. Si tratta di una categoria specifica che potrà beneficiare di un pagamento ridotto al 10%. Parliamo infatti di quei pensionati italiani, residenti all’estero e proprietari di un immobile non affittato.

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I parametri per godere del beneficio sono gli stessi del 2021. I pensionati italiani residenti all’estero, oltre a possedere una casa non locata in Italia, devono avere il domicilio in alcuni Paesi “convenzionati”. Si tratta di quei Paesi che hanno sottoscritto una convenzione previdenziale con il nostro governo.

In realtà, negli ultimi anni le regole per i pensionati italiani residenti all’estero sono cambiate. Se, fino al 2019, l’imu per le loro abitazioni possedute in Italia non doveva essere pagato, ora non è più così. Ora, infatti, anche i pensionati residenti all’estero e proprietari di un immobile non affittato dovranno pagare l’IMU. Pagamento che, in passato, era previsto solo in caso l’immobile fosse in affitto o risultava essere ceduto in comodato d’uso.

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Il governo, dunque, è dovuto intervenire per evitare in sanzioni stabilite dall’Unione Europea. Sotto accusa, infatti, le vecchie norme, ritenute dall’Unione discriminatorie nei confronti di quei cittadini comunitari e possessori di immobili nel nostro Paese.

Con l’arrivo della pandemia, e i conseguenti danni economici, sono in tanti a chiedere agevolazioni e non si tratta solo di pensionati. Antonio De Poli, presidente nazionale, e senatore, dell’UDC, ha dichiarato: “Il turismo è in ginocchio – Parlando di quegli alberghi che non hanno aperto dopo la pandemia – chiediamo uno sforzo al governo”.

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Il senatore ha chiesto, infatti, una manovra che comprenda maggiori aiuti economici per il settore del turismo. “Le nostre proposte – ha continuato De Poli – sono l’esonero della seconda rata IMU, proroga del credito d’imposta sugli affitti e cassa integrazione”.