Cosa accade nel 2022 alle pensioni di riversibilità: regole e limiti, cosa devi sapere

La pensione di reversibilità viene riconosciuto ai superstiti in caso di decesso. Ecco tutte le istruzioni dell’Inps 

La pensione di reversibilità , detta anche pensione ai superstiti, è un trattamento pensionistico che viene riconosciuto a superstiti in caso di decesso di una persona pensionata oppure di un assicurato. Si distingue il caso di un decesso del pensionato (si parla di pensione di reversibilità) oppure dell’assicurato (si parla di pensione indiretta) e viene riconosciuta in favore dei familiari superstiti. L’assegno mensile è pari ad una quota percentuale rispetto alla pensione della persona. La pensione indiretta, invece, è riconosciuta nel caso in cui l’assicurato abbia perfezionato 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva ovvero 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

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Per il 2022, molte regole non cambiano. Hanno diritto al trattamento pensionistico in quanto superstiti il coniuge o l’unito civilmente; il coniuge divorziato se rispetta determinate condizioni; i figli minorenni alla data del decesso del dante causa; i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età; i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano scuole o corsi di formazione professionale equiparabili ai corsi scolastici, nei limiti del 21° anno di età; i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano l’università, nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre il 26 anno di età.

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Condizioni 

Il superstite viene considerato a carico dell’assicurato o del pensionato deceduto al sussistere delle condizioni di non autosufficienza economica e di mantenimento abituale. I figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono una attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito. Possono ricevere la pensione di reversibilità, in assenza del coniuge e dei figli, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto. In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, la pensione spetta ai fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

La domanda deve essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare domanda tramite il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.