Pensioni d’invalidità salve, ma attenti a non commettere errori

Le pensioni di invalidità per i disabili tornano cumulabili coi redditi da lavoro. La comunicazione dell’Inps.

Pensioni invalidità salve, ma attenti a non commettere errori

La pensione di invalidità (assegno mensile) per i disabili torna cumulabile coi redditi da lavoro. A comunicare la decisione del governo è stato l’Inps. L’emendamento approvato specifica che il requisito della inattività lavorativa previsto dall’articolo 13 della legge 118 del 1971 si intende soddisfatto qualora l’invalido parziale svolga una attività lavorativa il cui reddito risulti inferiore ai 4.391 mila euro.

Per il 2022 si attende, inoltre, un incremento dell’importo delle pensioni di invalidità, e delle altre somme percepite a titolo assistenziale, tra 3 e 4 percento. Ma nel 2022 si attende un ritorno dell’inflazione al 1,4% e quindi nei cedolini della pensione di invalidità dell’anno prossimo potrebbero rimanere più soldi anche in termini reali.

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Le pensioni di invalidità per i lavoratori

L’assegno periodico per gli invalidi civili viene erogato dall’Inps ai soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni ai quali è stata riconosciuta una riduzione parziale della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità compresa tra il 74 e il 99 per cento. Questa prestazione viene corrisposta per 13 mensilità per un importo – per l’anno 2021 – pari a 287,09 euro mensili. Tenendo conto, però, del limite de, reddito inferiore a 4.391 mila euro

Qualora tale limite fosse superato, anche solo temporaneamente, il beneficiario è tenuto a segnalarlo all’Inps, che provvederà alla sospensione dei pagamenti. Diversamente, l’Inps incrociando annualmente i dati di reddito con l’Anagrafe Tributaria agirà d’ufficio recuperando anche gli arretrati indebitamente corrisposti.

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La Corte Costituzionale e la Cassazione

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Due sentenze della Corte di Cassazione avevano portato l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) a sospendere a partire dal 14 ottobre l’erogazione dell’assegno d’invalidità a migliaia di disabili con redditi da lavoro, limitandolo solamente a chi è in uno stato di inoccupazione. 

Anche la Corte Costituzionale era intervenuta, sostenendo che l’assegno di invalidità può essere erogato solo nel caso in cui risulti la” inattività lavorativa” del soggetto a prescindere dal reddito. Le associazioni si erano infuriate, ritenendo che questa decisione fosse un ulteriore colpo a una categoria già svantaggiata.