Poste, arriva la mail che fa perdere il lavoro

Si aggravano le situazioni intorno al fenomeno sempre più diffuso dei licenziamenti tramite e-mail. Un atteggiamento inaccettabile nei confronti dei lavoratori che colpisce anche Poste Italiane.

La questione del licenziamento tramite messaggio privato su Whatsapp, e-mail o videochiamata è ancora dibattutta tra gli addetti ai lavori, ma la visione che si tratti di una pratica inaccettabile per i lavoratori è la più diffusa. Nonostante questo il fenomeno ha preso sempre più piede, in particolare in seguito al lockdown, durante il quale, in alcuni casi, messaggi privati, e-mail e videochiamate erano l’unico modo per dare comunicazioni. Qualcuno, tuttavia, si è accorto di quanto semplice e rapido fosse licenziare personale tramite messaggio o videochiamata di gruppo e anche se non ce n’è la necessità, ha continuato a farlo anche dopo la fine del lockdown.

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Uno degli episodi più recenti vede protagonista Poste Italiane e molti dei suoi lavoratori che il 31 dicembre 2021 vedranno scaduto il proprio contratto di lavoro. Per alcuni, questo non sarà rinnovato. Sono 200 i lavoratori che sono stati assunti da Poste Italiane tramite somministrazione di Adecco che hanno perso il lavoro per il mancato prolungamento del contratto oltre il 31 dicembre 2021, ma oltre al danno c’è stata la beffa di vedersi recapitare la notizia del licenziamento tramite un’e-mail solo 4 giorni prima della scadenza del contratto. Poste Italiane ha infatti comunicato il licenziamento a questi lavoratori, molti dei quali con anni di servizio alle spalle, con una semplice e-mail inviata il 27 dicembre 2021. Già il fatto che la somministrazione sia un tipo di contratto di lavoro che prevede una forte precarietà non è il massimo, ma il peggio è che, come racconta la segretaria dell’UILTemp Lucia Grossi, Poste Italiane ha respinto qualsiasi confronto sindacale con i rappresentanti delle categorie che rappresentano la somministrazione.

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Al momento è attiva una vertenza nazionale portata avanti da UILTemp, Nidil Cgil e Fesla Cisl, che con la prospettiva di permettere un percordo di uscita a questi lavoratori di Poste Italiane. La speranza è che l’azione dei sindacati possa permettere a questi lavoratori di ottenere qualche prospettiva per il proprio futuro, visto che già molti di loro avevano dovuto ridimensionare le proprie formazioni, altamente specializzate, per fare del lavori che richiedessero competenze inferiori a quelle per cui erano stati assunti.