Reddito universale, perchè potrebbe salvarci

In una fase delicata come quella attuale, contraddistinta da crisi economiche globali, pandemie e aumenti di prezzi e inflazione, la ricerca di un reddito universale sembra, per molti, la soluzione ideale, una specie di panacea. Ma in cosa consiste?

Potrebbe davvero salvarci il reddito universale? E in che cosa consiste e a chi spetta? Quando si parla di Reddito universale sono sempre necessarie delle ovvie chiarezze: cos’è nel dettaglio e quali sono le differenze con salario minimo e reddito di cittadinanza?

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Un reddito di base per tutti, al di là di quelle che sono le posizioni sul fronte lavoro o meno e anche a prescindere dal proprio patrimonio. L’obiettivo di fondo del Reddito Universale in verità è piuttosto semplice. Eccola.

Se la società non è in grado di assicurare la sopravvivenza dei suoi cittadini, vale a dire non sa come fare a offrire a tutti un lavoro dignitoso, allora una soluzione potrebbe diventare quella di dare a tutti una somma di denaro minima da usare per i beni di prima necessità.

Ecco in cosa consiste il famoso “reddito universale”, una modalità che alcuni guardano come un’utopia, ma anche sembra ad altri necessaria per contrastare la povertà e abbassare il gap delle diseguaglianze.

Reddito Universale: quali sarebbero i vantaggi

soldi / FONTE Pexels

Bisogna tenere conto, quando si parla della fattibilità del progetto legato al Reddito Universale, che ci sono diverse tematiche e considerazioni che lo renderebbero non solo favorevole, ma anche auspicabile agli occhi di chi lo propone o lo avalla.

In particolare in favore del Reddito minimo universale ci sono e ci sarebbero delle valutazioni di fondo legate ad un concetto chiaro. Esso infatti aiuterebbe a abbassare le diseguaglianze economiche e sociali, favorendo al contempo i consumi di base e permettendo spese essenziali e quali la formazione scolastica.

In contemporanea questo aiuto sarebbe un deterrente contro la mancanza occupazionale che ci si sta anche allargando con la digitalizzazione e la perdita di utilità di alcune posizuioni lavorative di buona parte della popolazione mondiale non legata al mondo web.

Ancora, poi, questo Reddito andrebbe a favorire le persone ad impegnarsi nella ricerca di un posto di lavoro che li aiuti, con un salario migliore, in quanto non obbligati a accettare qualsiasi posto di lavoro pur di far fronte alle incombenze di tutti i giorni.

I motivi per cui si direbbe di no al Reddito Universale

Ci sono, a dire il vero, anche delle posizioni negative e contrarie al Reddito Universale. In particolare c’è chi sostiene che offrendo un reddito a tutti senza andare a valutare la posizione reddituale o del patrimonio, non aiuterebbe in verità molti ma, lasciando le diseguaglianze immutate, creerebbe anche delle posizioni ibride, confusionarie, addirittura favorendo alcune posizioni di illegalità.

Inoltre, per alcuni esso potrebbe causare un aumento della ricchezza globale, che genererebbe un boom ulteriore dell’inflazione con risultato finale che andrebbe ad ridurre l’effetto di questa politica di natura assistenziale. Infine, sarebbe quasi, per diverse persone, un disincentivo a trovarsi un lavoro.

In Italia solo da pocio si parla di un reddito minimo per contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Il reddito di cittadinanza, introdotto dalla legge n. 26/2019, rispetto all’idea di reddito minimo universale, è infatti diverso ed è vincolato all’adesione di un programma di riccollocamento lavorativo così da collegare la funzione di sostegno al reddito. Una volta impiegato, quindi, il contribuente non ha più diritto a ricevere l’aiuto statale.