Pensioni, boccata d’ossigeno con le rivalutazioni anticipate. Cosa sta accadendo

Sul tema pensioni pare giunga una vera e propria boccata d’ossigeno con le rivalutazioni anticipate. Di che cosa stiamo parlando? Cosa sta per succedere? In particolare si parla delle pensioni di settembre 2022. Andiamo a scoprire i dettagli.

Ci sono molti aspetti da tenere a mente quando si parla di aumento delle pensioni e, in particolare, a settembre 2022 con l’anticipo della rivalutazione, sono attese novità. Ma quali? E che cosa comportano? Ecco di quali cifre stiamo parlando e come funziona il tutto.


La rimodulazione delle pensioni può essere anticipata di qualche mese con il decreto Aiuti bis: in questo modo il governo prova in qualche modo a tutelare i pensionati italiani dagli enormi pesi dell’inflazione.

L’aumento delle pensioni a settembre 2022 con l’anticipo della rivalutazione è un tema piuttosto delicato e, soprattutto, caldo in queste ore. Indicato già per il 1° gennaio 2023, l’aumento delle pensioni potrebbe arrivare in anticipo. Quando?

Aumento pensioni in anticipo a settembre, cosa succede

fonte missionerisparmio.it

Il tutto dovrebbe accadere dunque a settembre ma con decorrenza dall’1 luglio. A darne una sorta di indicazione, un ‘anticipo dell’anticipo’, diciamo così, sono i sindacati che in un incontro con Mario Draghi utile per analizzare certe misure da collocare nel prossimo decreto Aiuti bis, dove non ci sarà un nuovo bonus 200 euro.

Si parla in particolare di uno sgravio contributivo, dopo quello già inserito con la legge di Bilancio 2022, vincolante per sostenere lo stipendio netto degli italiani.

Sostegno ai pensionati, che succede da Settembre

pensioni
pensioni / Fonte: Pexels

Dunque il governo preme per contrastare la perdita del potere di acquisto degli stipendi e delle pensioni con un percorso relativo all’anticipare una rivalutazione degli assegni, in genere in piano al 1° gennaio di ogni anno basandosi sul tasso d’inflazione.

La rivalutazione delle pensioni si riferisce all’importo delle pensioni, come avviene con altri trattamenti assistenziali quale l’assegno sociale e gli assegni d’invalidità civile, va ad essere adeguato al cammino dell’inflazione registrato nell’anno precedente.

Sull’importo erogato va così applicato un aumento pari al tasso di rivalutazione registrato dall’Istat per i 12 mesi precedenti. Ma, sopra una certa soglia si attua in forma parziale, tanto da ridurre i costi di una tale procedura.