730, quali sono le modalità di pagamento ammesse per la detrazione fiscale

Ai fini della detrazione di imposta al 19% nel 730, dal 2020 sono effettivamente detraibili solamente se pagate con modalità tracciata.

La novità, per il 730 di quest’anno, è che la detrazione del 19% delle spese dall’Irpef – un ampio range di esborsi che va dalle spese per i disabili a quelle per l’istruzione; ma anche spese per le badanti, per l’attività sportiva per i figli e altre ancora – è possibile solo con modalità di pagamento tracciabili. Il denaro speso può essere appunto recuperato come credito d’imposta sull’Irpef, la tassa più importante del sistema fiscale italiano. Nelle sue risposte 431/2020 e 484/2020, l’agenzia delle Entrate ha precisato che “per altri mezzi di pagamento” – non essendo mai stato emanato il decreto attuativo del Dlgs 241/97 – devono intendersi tutti quelli che garantiscono la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’amministrazione finanziaria.

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Il fisco ha inoltre chiarito che l’onere può considerarsi sostenuto dal contribuente a cui è intestato il documento di spesa, non rilevando l’esecutore materiale del pagamento. In altre parole, la detrazione del 19 % spetta soltanto a condizione che il pagamento sia stato effettuato con modalità tracciabili, quindi carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. La regola non si applica per l’acquisto di medicinali, di dispositivi medici, prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. In questo caso, la spesa è detraibile anche se pagata in contanti.

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I documenti da conservare

Per verificare che la dichiarazione corrisponda alla situazione reddituale del contribuente, è opportuno effettuare alcuni controlli che riguardano i documenti di spesa; i redditi; i documenti di versamento. I documenti di spesa sono quelli a supporto della dichiarazione che contengono l’indicazione di spese e oneri . L’Agenzia delle Entrate riporta nella dichiarazione precompilata i dati comunicati da soggetti terzi, per esempio banche, assicurazioni, università ed enti previdenziali. E’ importante effettuare il riscontro tra le spese indicate nella dichiarazione e i documenti in possesso. I documenti di versamento, invece, riguardano i contribuenti che, nel 2020, hanno pagato le imposte tramite il modello F24. In questi casi, va riscontrato che tutti i versamenti siano stati eseguiti correttamente, scaricando i modelli dal Cassetto fiscale.

L’esibizione della prova del pagamento tracciato si rende necessaria nel caso in cui il percettore non abbia trasmesso il dato di spesa al Sistema Ts oppure l’abbia trasmesso con dati incompleti o errati, in riferimento alla modalità di pagamento. Nei casi in cui il contribuente non sarà in grado di provare la tracciabilità del pagamento, farà fede quanto risulta trasmesso al Sistema Ts.

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