Assegno unico per i figli, quando e come fare domanda

Al via le domande sul sito dell’Inps per richiedere l’assegno unico per i figli. Si tratta del cosiddetto “assegno ponte” destinato per i prossimi sei mesi ad anticipare l’entrata in vigore da gennaio 2022 del nuovo assegno unico universale per le famiglie.

L’assegno unico universale per i figli under 21 scatterà nel 2022 e non dal primo luglio. L’approvazione della legge delega 41/2021 è arrivata in ritardo e non c’è stato tempo per avviare, entro quel termine, la riforma che mette a disposizione misure di sostegno a favore delle famiglie con figli. Il ritardo era stato già spiegato dalla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che ha illustrato delle misure ponte che andranno a tamponare il ritardo. Si tratta di un assegno semplificato, con importi minori rispetto all’assegno da 250 euro massimi che avrà via libera il prossimo anno. Si va, dunque, da un minimo di 30 euro a un massimo di 217 euro al mese per ciascun figlio. L’importo è calcolato sulle condizioni reddituali delle famiglie, quindi sull’Isee.

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A poterne beneficiare sono i nuclei fino a 50mila euro di Isee. Le famiglie con Isee fino a 7000 euro avranno 217,8 euro a figlio nel caso in cui si abbiano tre figli; 50 euro in più sono previsti per ciascun figlio disabile. Possono fare domanda coloro che pagano le tasse in Italia e che siano residenti nel nostro Paese da almeno due anni. Rientrano cittadini italiani e europei e gli stranieri in possesso di permesso di soggiorno.

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Al via le domande 

Ad annunciare l’avvio della misura è stato Pasquale Tridico, Presidente dell’Istituto di Previdenza sociale, il 22 giugno nel corso dell’audizione in commissione Lavoro del Senato. Via quindi con le domande per richiedere l’assegno temporaneo dal 1° luglio al 31 dicembre 2021. La misura dovrebbe andare in soccorso di 1,5 milioni di nuclei familiari, il 5,5% delle famiglie italiane, che fino ad oggi non hanno mai percepito l’assegno per figli. Il 15,8% delle famiglie, invece, vedrà un aumento dell’importo dell’assegno che già percepiscono. L’aumento è stabilito a 37,5 euro mensili per ciascun figlio per le famiglie che hanno fino a due figli e a 55 euro per quelle con tre o più figli.

“L’obiettivo del nuovo assegno unico e universale è la graduale sostituzione o eliminazione di tutte le precedenti misure di sostegno alla genitorialità, alla natalità e ai carichi familiari: detrazioni fiscali per figli a carico, assegni al nucleo familiare e ai nuclei con almeno tre figli minori riconosciuti dai Comuni, l’assegno di natalità o premio alla nascita. Tutte queste misure raccolgono circa 20 miliardi di euro all’anno”, ha ricordato Tridico. L’assegno, considerato come un incentivo alla natalità, è compatibile con il reddito di cittadinanza. Inoltre, il decreto istitutivo dell’assegno temporaneo prevede in questo caso che il nuovo aiuto sarà caricato direttamente dall’Inps sulla carta del Reddito di cittadinanza.

A chi spetta? 

Il nuovo assegno, sotto forma di credito d’imposta o di denaro, spetta ai:

  • lavoratori dipendenti, pubblici e privati;
  • autonomi
  • liberi professionisti
  • disoccupati.

I beneficiari devono essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia , dove devono risiedere, con i figli a carico, per l’intera durata dell’assegno. L’assegno è riconosciuto ad entrambi i genitori, ripartito in egual misura. In loro assenza, spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione o divorzio, l’assegno viene generalmente erogato al genitore affidatario, mentre se l’affidamento è congiunto o condiviso, l’assegno è ripartito tra i genitori.