Fisco e tasse, ecco cosa cambia per Iva, Irpef e Irap con la riforma fiscale

La riforma fiscale agirà immediatamente su Iva e Irap, mentre per l’Irpef ci vorrà ancora un po’ di tempo. Ecco cosa cambia.

Riforma fiscale

Si fa sempre più insistente l’ipotesi di una riforma del sistema fiscale che sia organica e duratura nel tempo. Daniele Franco, ministro dell’Economia, ha riferito diverse volte che l’intervento al riguardo sarà graduale. Infatti le coperture finanziare per agire vanno ancora individuate. I primi interventi verranno eseguiti a costo zero; dopo di che il quadro resta incerto, a causa dell’evoluzione della pandemia. La riforma fiscale agirà immediatamente su Iva e Irap, mentre per l’Irpef ci vorrà ancora un po’ di tempo.

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Irap sta per “imposta regionale sulle attività produttive” e pesa sugli esercenti d’imprese e lavoratori autonomi. Ne sono esclusi soltanto le persone fisiche, oppure arti o professioni che applicano il regime forfettario. Le informazioni che circolano sul disegno di legge indicano che l’abolizione dell’Irap potrà avere un costo oneroso, fino quasi a 11 miliardi. Per quanto riguarda l’IVA, si mira a non modificare il gettito, ma le modalità con cui combattere l’evasione fiscale. Le commissioni del Senato e della Camera hanno redatto un documento in cui chiedono in modo esplicito la semplificazione e una rimodulazione dell’IVA.

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L’Irpef viene molto spesso imputata come causa dello stallo nell’occupazione. A detta di molti, se si vuole investire su una manovra per promuovere l’occupazione bisogna intervenire su una riduzione delle tasse sul lavoro. La proposta si sviluppa in due parti: la prima prevede di ampliare la no tax area fino a 10 mila euro. Dall’altra parte la riforma dell’Irpef vuole stimolare un cambiamento delle aliquote, con aliquote flat o andando a limare ciò che c’è attualmente. Verrà coinvolta la fascia di reddito tra 28.000 euro e 55.000 euro all’anno, oggi con un’aliquota del 38%. L’intento è quello di abbassare tutte le aliquote, oppure di dividere questa fascia di reddito in due parti, distribuendo tra le due l’aliquota complessiva.

Riduzione su tutti i fronti

La patrimoniale, chiamata a gran voce dai partiti della sinistra per combattere l’evasione fiscale, non farà invece ingresso in questa riforma. L’intento del Governo è quello attuare la riforma fiscale senza gravare troppo sui conti. Dove si troveranno i soldi? Una vittoria nella lotta all’evasione fiscale potrebbe portare gettito e quindi raccogliere investimenti per attuare la riforma. In caso contrario la vecchia patrimoniale potrebbe tornare per recuperare alcune risorse. Ovviamente se si ricorresse a un intervento sulla riduzione della spesa pubblica forse questo non sarebbe necessario. In ogni caso l’effetto complessivo di questa riforma fiscale è quello di ridurre la pressione fiscale sul lavoro e, non ultimo, aumentare il tasso di occupazione.