Imu non pagata, il Comune può procedere al pignoramento della casa. Ma non può perdere troppo tempo

Non c’è più la Tasi, ma l’Imu rimane uno dei balzelli più odiati. Bene, se il comune non la richiede entro un tempo certo, questa è annullata.mancato pagamento imu

Si tratta dell’imposta sugli immobili, un vero dramma che arriva due volte l’anno, a giugno e a novembre e da cui non c’è scampo. A parte la prima casa, nel caso in cui corrisponda anche alla residenza, su tutte le altre proprietà grava questo balzello che va pagato, pena forti multe e addirittura il rischio pignoramento. Tutto questo ovviamente è amplificato dall’ampio uso che gli italiani fanno della proprietà immobiliare: rispetto ad altri europei abbiamo una percentuale di proprietà più alta. 

Va ricordato che la Tasi è stata abolita nel 2020, ma che i suo gravami continuano ad arrivare anche ad oggi, almeno per chi non l’ha pagata. Infatti si può ricorrere ad un procedimento da pare del Comune e dell’Agenzia delle Entrate. Il problema è capire quando questi debiti con l’erario non sono più esigibili. La risposta arriva da una sentenza della Corte di Cassazione, che finalmente ha chiarito i tempi di esigibilità di un ente locale, il Comune, sul mancato pagamento delle tasse sulla casa.

In pratica se un contribuente non paga le imposte sulla casa seguendo i codici tributo Imu che corrispondono, può incorrere in un procedimento da parte del Comune del territorio su cui grava la proprietà, che iscrive al ruolo l’imposta e la comunica all’esattoria per la riscossione, così da avviare tutte le pratiche per il pignoramento.

Imu non pagata: c’è il rischio pignoramento, ma entro 5 anniagevolazioni imu seconda casa

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Di tutto questo se ne dovrà occupare l’agenzia delle Entrate Riscossione, a meno che il Comune non abbia stipulato qualche tipo di accordo con un esattore diverso. Al contribuente viene notificata una cartella di pagamento.

Ma quando si prescrive l’Imu non pagata? Sia per questa che per la Tasi c’è un termine di prescrizione di cinque anni. questo comporta che, nel caso in cui la cartella di pagamento non venga notificata nei tempi previsti dalla legge, questa non va pagata. Nel caso in cui sia stata impugnata davanti al giudice e che questo l’abbia annullata, anche in questo caso non va pagata, altrimenti diventa definitiva.

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La sentenza della Suprema Corte 28576/17 del 29/11/2017 chiarisce che il termine di prescrizione della cartella di pagamento, è fissato in cinque anni. Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non avvia gl iatti di pignoramento entro tale forbice di tempo, non sollecita con una intimidazione, si verifica la prescrizione e il contribuente non deve versare nulla.