INPS e pensioni, cosa cambia davvero dal 1 gennaio 2022

L’anno nuovo si aprirà bene per i pensionati. Infatti, cambiano gli importi delle pensioni dal 1 gennaio 2022. Ecco di quanto e perché

“Da gennaio aumenti considerevoli”. A dirlo il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in riferimento all’assegno previdenziale che riceveranno tantissimi pensionati italiani. “Le pensioni avranno aumenti considerevoli rispetto all’adeguamento dell’inflazione dal primo gennaio 2022. Non avveniva da anni”, ha detto Tridico intervenendo a Unomattina su Rai1. L’adeguamento sarà al 100% per tutte le pensioni fino a 4 volte il minimo, ma l’aumento riguarderà anche quelle superiori, grazie anche alle misure inserite nella prima legge di Bilancio varata dal presidente Mario Draghi.

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Infatti, a partire dal prossimo anno, la perequazione sulle pensioni sarà al 100% per tutti gli assegni fino a 4 volte il minimo. Per quelle superiori, aumenti a scalare. La perequazione indica proprio la rivalutazione automatica dell’assegno pensionistico, che si adegua all’inflazione, cioè all’aumento del costo della vita. Essendo l’inflazione in Italia altissimo, con l’aumento dei prezzi che tocca moltissimi settori, le pensioni aumenteranno. Tramite questo meccanismo, rimane saldo il potere d’acquisto delle pensioni, siano esse dirette o indirette. Il tasso di rivalutazione delle pensioni, cioè l’aumento che viene corrisposto agli assegni previdenziali, si ottiene moltiplicando il tasso di inflazione indicato dall’Istat per il tasso di rivalutazione applicato a seconda della fascia di appartenenza definita sulla base dell’importo dell’assegno percepito.

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Come cambiano gli importi

Il meccanismo di rivalutazione utilizzato negli ultimi dieci anni lascia spazio, quest’anno, ad un meccanismo più semplice, tornando ad un sistema a fasce che rende più pieni gli assegni. Il nuovo meccanismo permette una rivalutazione piena al 100% per le persone fino a 4 volte il minimo, al 90% sulla quota di pensione tra quattro e cinque volte il minimo e del 75% sulle pensioni oltre cinque volte la quota minima. Invece, per la fascia con indice di perequazione al 90%, la rivalutazione effettiva sarà dell’1,5% circa, mentre per chi ha una pensione superiore ai 2577,90 euro il coefficiente scenderà all’1,275%.

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Già nel 2021 l’inflazione positiva aveva portato alla rivalutazione al rialzo delle pensioni medie, anche se il blocco imposto dal Governo in tempo di crisi ha impedito tale rialzo. Dopo la fine del regime sperimentale 2019-2021, con il nuovo sistema di calcolo, dal 1 gennaio 2022 le pensioni continueranno a rivalutarsi. Secondo le proiezioni degli esperti, le pensioni fino a quattro volte il minimo avranno una perequazione rispetto all’inflazione del 100%, pari al +1,7%. Le pensioni di importo superiore, invece, avranno un adeguamento rispetto all’aumento dei prezzi del 90%, con rivalutazione dell’1,5 e del 75%, con la rivalutazione effettiva dell’1,275%. Si parla quindi di aumenti di 13 euro netti mensili per chi percepisce una pensione di 1.000 euro lordi a quasi 38 euro per chi ha un trattamento di 4.000 euro.