Cartelle esattoriali, pressing su Draghi: c’è un altro rinvio in vista

Il Governo pensa a un ulteriore rinvio del pagamento delle cartelle esattoriali in arrivo nel 2022. Forza Italia continua a premere perché il rinvio venga inserito nella Legge di Bilancio.

Continua la pressione di Forza Italia sul Governo e le altre forze politiche per quanto riguarda il pagamento delle cartelle esattoriali. Nonostante l’aver ottenuto una ulteriore proroga dei termini di scadenza da 150 a 180 giorni sui pagamenti arretrati di settembre, i forzisti chiedono un rinvio delle cartelle esattoriali previste per i primissimi mesi del 2022. I membri del partito di Silvio Berlusconi stanno facendo da tempo pressione sul Governo per quanto riguarda questo tema, portando l’argomentazione di una capacità finanziare media ancora molto bassa degli italiani, duramente toccati dalla crisi sanitaria, che non permetterà loro di poter pagare in serenità i debiti contratti con il Fisco nei primi mesi del 2022.

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Forza Italia spinge perché questo rinvio faccia parte della Legge di Bilancio 2022, che dovrà essere emanata entro la fine dell’anno, sostenendo di non poter promuovere e supportare una Legge di Bilancio che non includa tale rinvio all’interno del suo testo. La vice presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, ha affermato che lo Stato non deve in alcun modo costringere gli italiani a pagare in un momento di forte difficoltà come questo e si fa portavoce del partito dicendo che le cartelle esattoriali dovrebbero essere spostare a giugno 2022.

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Dalle altre forze politiche non mancano le voci di dissenzo, anche se sono poche e in gran parte isolate, ma anche le alternative. Una delle più interessanti è stata proposta, nuovamente, dal Movimento 5 Stelle nella figura di Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento ha incontrato Primo Ministro Mario Draghi a Palazzo Chigi, proponendo di mettere in atto una Rottamazione quater, in modo da dilazionare il pagamento delle cartelle esattoriali in più tempo durante tutto il 2022 e il 2023, in modo da permettere ai contribuenti di pagare in più tempo e in maniera più frammentata. Le due soluzioni stanno venendo vagliate dal Governo, la cui posizione per il momento non è chiara. Sicuramente una delle due soluzioni dovrà essere inserita nella Legge di Bilancio 2022 e segnerà il futuro dei molti italiani che hanno debiti nei confronti dello Stato.