Cartelle esattoriali, sì al rinvio. Quelle che ti arrivano a gennaio potrai pagarle a settembre

Slittano di 180 giorni i termini per pagare le cartelle in arrivo nei primi tre mesi del prossimo anno.

Novità sulle cartelle esattoriali. Infatti, nel corso della notte, a Palazzo Chigi hanno ripreso il via i lavori alla Manovra. Se sul Superbonus 110% tutto sembra essere fermo in attesa di revisione degli emendamenti proposti, sulle cartelle esattoriali qualcosa si è mosso. Infatti, è stato stabilito che quelle del 2022 saranno pagabili in 180 giorni. Pertanto, slittano di 180 giorni i termini per pagare le cartelle in arrivo nei primi tre mesi del prossimo anno. Sarebbe questo l’accordo raggiunto in vista delle votazioni sulla legge di bilancio che dovrebbe dare via libera al testo. Le cartelle notificate dal primo gennaio al 31 marzo 2022, quindi, potranno essere pagate a giugno, senza interessi di mora, così come richiesto da Forza Italia.

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Attualmente, è possibile pagare le cartelle esattoriali a 150 giorni dalla notifica, anche se alcune cartelle esattoriali possono beneficiare di termini di pagamento più lunghi. Precedentemente, era stato deciso un prolungamento del termine di pagamento da 60 a 150 giorni per le cartelle notificate dal 1 settembre 2021 al 31 dicembre 2021. Il termine del pagamento delle cartelle esattoriali notificate tra il 1 settembre e il 31 dicembre 2021 è stato poi esteso fino a 180 giorni senza l’applicazione interessi di mora. Passati i 180 giorni dalla notifica, cominceranno ad essere applicati gli interessi di mora.

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Le ipotesi

A farsi portavoce del pensiero del partito di Forza Italia sono stati Antonio Tajani e i capigruppo Annamaria Bernini e Paolo Barelli, che insistevano sulla necessità di rinviare il pagamento delle tasse, ritenendo inopportuno decidere di far pagare milioni di atti congelati a causa del Covid-19 per tutto il 2020 ed anche per il 2021. In assenza di una nuova proroga, i contribuenti dovranno pagare le cartelle in un’unica soluzione dato che le 4 rate che sono state rimandate nel tempo dovranno essere saldate. La Lega chiedeva invece una rottamazione generalizzata di tutte le pendenze col fisco mentre Pd proponeva di spalmare il pagamento in 4 trimestri. Da Fratelli d’Italia, è arrivata l’idea della proroga fino al termine dello stato di emergenza.