Fisco, un anno di accertamenti. Ecco perchè l’Agenzia delle Entrate ti cerca

L’Agenzia delle Entrate potrebbe inviare, nei primi mesi dell’anno, numerose comunicazioni ai contribuenti.

I primi mesi del 2022 saranno caratterizzati dall’arrivo degli avvisi da parte dell’Agenzia Delle Entrate, che potrebbe inviare numerose comunicazioni ai contribuenti. Si tratta di lettere di compliance, avvisi che riportano alcune anomalie individuate nelle dichiarazioni dei redditi, così da permettere all’Amministrazione Finanziaria di notificare avvisi di accertamento ai contribuenti. Il cittadino potrà così regolarizzare la propria situazione economica. Gli avvisi del fisco, già iniziati nel 2021, riguardano le anomalie registrate nelle dichiarazioni dei redditi del 2017. Con avvisi bonari e dichiarazione precompilata Iva, il contribuente sarà incoraggiato a sistemare autonomamente la propria posizione fiscale così da evitare problemi in futuro, con il ravvedimento operoso.

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Il programma che riguarda l’invio di queste misure è collegato al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza con le indicazioni all’interno del report “ItaliaDomani” a cura del Ministero dell’economia e delle finanze. E’ qui che viene dettagliato il programma degli interventi anche in ambito fiscale. Diversi gli obiettivi da raggiungere. Nel quarto trimestre 2022 dovranno essere diminuite del 5% le lettere con falsi positivi ed aumentato del 15% il gettito connesso al fisco amico, mentre negli ultimi quattro mesi del 2024 l’obiettivo delle lettere di compliance dovrà aumentare del 40% rispetto al 2019 e il gettito prodotto deve essere maggiore de 30%.

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Per quanto riguarda gli avvisi bonari, questi verranno incrementati grazie al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche. Vi sarà un ulteriore miglioramento e dell’utilizzo delle banche dati e di un numero maggiore di personale dedicato e la dichiarazione precompilata Iva sarà disponibile entro il 30 aprile 2023, e si rifarà all’anno di imposta 2022 e, quindi a circa 2,3 milioni di partite Iva. Inoltre, con il nuovo redditometro, l’Agenzia delle Entrate, con il database sui dati dei consumi dei contribuenti potrebbe valutare se l’oggetto della prestazione rientrerà o meno fra quelle che rappresentano la capacità di spesa, sia come consumi che come investimenti.