Lavoro, quali sono le competenze che saranno più richieste nel futuro

Quali sono le competenze che saranno più richieste nel futuro? A questa domanda risponde la ricerca “The future of work after Covid-19” , che mira ad analizzare gli impatti duraturi sulla domanda di lavoro dopo il Coronavirus. 

A fare il punto sulle competenze che saranno maggiormente richieste nel futuro è uno studio del McKinsey Global Institute, dal titolo “The future of work after Covid-19” . La ricerca mira ad analizzare gli impatti duraturi sulla domanda di lavoro dopo la pandemia da Coronavirus. Infatti, la pandemia da Coronavirus e la crisi economica ha rivoluzionato il mondo del lavoro, inducendo cambiamenti strutturali nelle aziende. La carta vincente, ancora una volta, si è rivelata essere la digitalizzazione. Infatti, il digitale ha cambiato il mondo. L’avvento delle nuove tecnologie, il mondo interconnesso del web 3.0, le nuove modalità di telelavoro hanno richiesto competenze diverse rispetto a quelle del passato. Se, da una parte, c’è chi guarda con nostalgia alle vecchie professioni, dall’altra oggi le prospettive sono diverse e le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro sono maggiori.

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Infatti, tra le figure più richieste nel 2021, ci sono il Cyber Security Expert, l’ User Experience Director, il Data analyst, il Web Analyst, il Digital Copy Writer, il Community Manager, il Seo specialist, il Blockchain Specialist. Lavori che richiedono competenze trasversali, tecnologiche e digitali. Secondo un’indagine di Adecco Group,  terminata la crisi ci sarà un incremento di richieste per infermieri specializzati, addetti alla logistica, specialisti di e-commerce; ma accanto a questi sarà il digitale la vera arma del futuro. 

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L’importanza delle soft skills 

Secondo lo studio del McKinsey Global Institute, le competenze che saranno richieste dopo il coronavirus cambieranno notevolmente . Ad assumere un peso più importante saranno proprio le soft skill, competenze trasversali che andranno a togliere importanza alle hard skill. Le soft skill sono appunto competenze che possiamo trasferire da un contesto ad un altro; competenze quindi non specifiche che permettono di adattarsi a più campi e a più situazioni. Ad esempio, capacità di comunicazione, di organizzazione e di problem solving rientra nelle soft skill: nessuno le insegna a scuola, ma si imparano nella vita quotidiana e risultano dall’interazione tra percorsi diversi.

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Sarà importante, per il lavoratore del domani, acquisire un mix di skill tecnologici e manageriali , attraverso percorsi di studio più innovativi ed esperienza sul campo. La parola d’ordine è quindi interdisciplinarietà, da avviare già a scuola. Partendo dall’istruzione, è necessario fornire ai giovani competenze necessarie per entrare direttamente nel mondo del lavoro, senza un ulteriore periodo di formazione.

L’impatto del Coronavirus sul lavoro 

Secondo uno studio dello Us Bureau of Labor Statistics, l’aumento dello smart working sarà uno dei principali fattori di stimolo al cambiamento.  Il lavoro da remoto porterà vantaggi alle aziende in termini di costi e non sarà più indispensabile, ad esempio, assumere una una persona che vive dove ha sede l’azienda o nelle immediate vicinanze.  Per questo, molte imprese sarebbero favorevoli al mantenimento del lavoro a distanza.
Secondo la ricerca effettuata da Adecco “ Future of Work Post – Covid. Bridging Divide For Shared Prosperity” , i manager sono favorevoli al mantenimento di un format di lavoro prevalentemente da remoto: l’82% degli intervistati. I lavoratori, (75%), invece desidererebbero una maggiore flessibilità a livello di ore equamente distribuite tra ufficio e casa. Questa scelta, pensata a lungo termine, potrebbe portare a un grande cambiamento nella geografia del lavoro: individui e aziende si potrebbero spostare dalle grandi città ai centri più piccoli.

Un’altra conseguenza è l’investimento nel digitale. Secondo il sondaggio del McKinsey Global Institute, su 800 dirigenti senior a luglio 2020, due terzi hanno dichiarato che stavano intensificando gli investimenti nell’automazione e nell’intelligenza artificiale. Un altro grande impatto è stato lo sviluppo dell’e-commerce , cresciuto di cinque volte rispetto ai volumi pre Covid. Molte persone intervistate affermano che continueranno ad usare questo metodo di acquisto anche in futuro.

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