Google, l’Ue avvia indagine formale per pubblicità online

La Commissione europea ha aperto un’indagine formale antitrust per determinare se Google abbia violato le norme dell’Ue in materia di concorrenza favorendo i propri servizi di inserzione pubblicitaria online.

Google nel mirino della Commissione Europea. La commissione stellata ha infatti aperto un’indagine formale antitrust per determinare se il colosso abbia violato le normale europee in materia di concorrenza, favorendo i propri servizi di inserzione pubblicitaria online nella filiera “ad tech” andando così a scapito dei fornitori di servizi di tecnologia pubblicitaria concorrenti, inserzionisti ed editori online. Proprio mentre Google si avvia a lanciare il servizio “Google Tivoli”, il colosso si trova nel mirino europeo.

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L’indagine ha lo scopo di determinare se Google abbia violato le norme europee, minando la concorrenza. Nello specifico, si mira a valutare se il Colosso abbia limitato l’accesso di terzi ai dati degli utenti per scopi pubblicitari su siti web e applicazioni, riservando invece questi dati per il proprio utilizzo. “I servizi pubblicitari online sono al centro del modo in cui Google e gli editori monetizzano i servizi offerti sul web”, ha affermato Margrethe Vestager, commissaria Ue alla concorrenza.

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L’accusa 

Infatti, essendo Google presente a quasi tutti i livelli della filiera per la pubblicità online, la preoccupazione è che possa aver reso più difficile per i concorrenti competere in questo ambito. L’Unione europea, tra l’altro, ha recentemente rivisto la sua normativa in materia di antitrust, incrementando le possibili sanzioni che possono arrivare fino al 10% del fatturato globale. Nel caso di Google si tratterebbe di potenziali sanzioni da 15 miliardi di euro.
Google raccoglie dati da utilizzare per scopi pubblicitari mirati, vende spazi pubblicitari e funge anche da intermediario pubblicitario online. Quindi Google è presente a quasi tutti i livelli dell’offerta della catena per la pubblicità display online”, ha proseguito la Vestager.

La commissaria ha poi ribadito che la parità di condizioni è essenziale per tutti nella catena di fornitura e la concorrenza leale è importante “sia per gli inserzionisti che per raggiungere i consumatori sui siti degli editori e agli editori per vendere il loro spazio agli inserzionisti, per generare entrate e finanziamenti per i contenuti”.