Criptovalute, l’allarme di UBS: “Non investite in Bitcoin”

Le criptovalute rappresentano una valida opzione per gli investitori, che guardano al mercato dei bitcoin con attenzione sempre maggiore. Tuttavia, arriva l’allarme dell’UBS – gigante bancario svizzero – che ha messo in guardia i suoi clienti. 

UBS sulle criptovalute

Nelle scorse settimane il mercato delle criptovalute (Bitcoin, Dogecoin, Binance Coin, ecc) si è inclinato notevomente, a causa delle oscillazioni dei valori dei bitcoin. Il violento scossone, a causa soprattutto di una manovra della Cina che ha dato un brusco giro di vite all’utilizzo delle criptovalute nel paese. Nella sua lotta al fenomeno dei “miners”, infatti, la superpotenza asiatica ha regolamentato il mercato criptovalutario interno, rendendo le criptovalute un investimento meno sicuro di quanto precedentemente ipotizzato.

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Secondo l’UBS – il gigante bancario svizzero – le restrizioni normative potrebbero incidere notevolmente sui valori, facendo esplodere la bolla delle criptovalute. Per questo, l’Istituto ha messo in guardia i suoi clienti, facendo luce sul rischio di investire in bitcoin, ora meno adatti agli investitori professionali. Secondo la visione della banca, i segnali di una regolamentazione più stringente stanno emergendo nei mercati occidentali, tra cui gli Stati Uniti e il Regno Unito. “I regolatori hanno dimostrato che possono e vogliono dare un giro di vite alle criptovalute. Suggeriamo agli investitori di starne alla larga e costruire il loro portafoglio intorno ad asset meno rischiosi. Abbiamo a lungo avvertito che il cambiamento del sentimento degli investitori o le eventuali restrizioni normative potrebbero far scoppiare i mercati delle criptovalute come delle bolle”, sottolinea la banca.

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La previsione di UBS

Secondo la società svizzera UBS, che da tempo consiglia ai suoi clienti di investire in Bitcoin, infatti, la risolutezza del governo di Pechino del combattere le criptovalute potrebbe portare a ripercussioni molto dure sul mercato, facendo scoppiare una “nuova bolla”, come già accaduto nel 2018 quando il Bitcoin perse il 50% del suo valore. Lo scoppio della bolla, secondo UBS, potrebbe avvenire già nei prossimi mesi, tanto che l’Istituto ha consigliato ai suoi clienti “di starne alla larga e costruire i propri portafogli su asset meno rischiosi”.

La preoccupazione che arriva da UBS riguarda il rischio che gli investitori possano perdere fiducia nel mercato delle criptovalute o che altri paesi implementino regolamentazioni stringenti sulla falsa riga di quanto fatto dalla Cina. Mai prima di adesso, infatti, le criptovalute erano state soggette di un’azione così decisa da parte di un paese, peraltro molto potente, ma al massimo di stoccate di alcune grandi banche come la BCE e la Fed.