Pensioni volontarie, per evitare brutte soprese fra qualche anno. Quanto dovrai versare nel 2021 se decidi di compiere questo passo

L’Inps ha fissato nuovi valori di retribuzione su cui determinare l’entità dei versamenti volontari per il 2021.

L’Inps ha fissato nuovi valori di retribuzione su cui determinare l’entità dei versamenti volontari per il 2021. Con la circolare INPS 16 febbraio 2021, n. 27 l’Istituto ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per il 2021 dai prosecutori volontari, a seguito della variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

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Sono analizzati in particolare le aliquote dei valori reddituali aggiornati e sono state predisposte le tabelle di contribuzione da applicare, con effetto dal 1° gennaio 2021, per i versamenti volontari delle seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori dipendenti non agricoli;
  • iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD ((Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex INPDAI) e iscritti al Fondo Volo e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A.;
  • iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici (ex IPOST);
  • iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti;
  • iscritti alla Gestione separata.
  • contributi
  • contributi volontari

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Come si ottiene l’ammontare del contributo

Quest’anno, la variazione percentuale nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi tra il periodo gennaio 2019 – dicembre 2019 e il periodo gennaio 2020 – dicembre 2020 è risultata negativa (-0,3%). Pertanto per coprire un anno di contribuzione volontaria, occorrerà una spesa minima di 3.538,91 euro; mentre per gli autorizzati entro il 1995 l’esborso minimo resta pari a 2.988,77 euro l’anno.

L’ammontare del contributo volontario si ottiene applicando alla retribuzione di riferimento  delle ultime 52 settimane lavorate, l’aliquota contributiva vigente. Per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33,00%, per le autorizzazioni successive. Essendo il minimale contributivo a settimana pari a 206,23 euro a settimana,  contributo non può essere dunque inferiore a 57,48 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 68,06 euro e per le autorizzazioni successive. Per un anno intero ai fini pensionistici gli assicurati dovranno sborsare rispettivamente 2.988 euro e 3.539 euro.

Le altre categorie 

Per le altre categorie:

  • Iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD (Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex INPDAI) e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A e i pubblici dipendenti assicurati presso la CTPS: aliquota del 33%;
  • gli iscritti al fondo speciale dei postelegrafonici (ex-Ipost) e per i dipendenti degli enti locali e della sanità: aliquota di contribuzione è del 32,65%;
  • lavoratori domestici, agricoli dipendenti e pescatori: se la retribuzione di riferimento risulta superiore a 47.379 euro, la prima fascia di retribuzione pensionabile, sulla quota di reddito eccedente tale cifra, l’assicurato dovrà sborsare anche l’aliquota aggiuntiva dell’1% ai sensi dell’articolo 3 della legge 438/1992. Il massimale di 103.055 euro annui, cioè la soglia oltre la quale non sono dovuti contributi si applica solo con riferimento ai lavoratori titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, abbiano esercitato l’opzione per il sistema contributivo ai sensi dell’articolo 1, co. 23 della legge 335/1995.
  • Artigiani e commercianti: aliquota resta ferma al 24% per gli artigiani e al 24,09% per i commercianti, mentre sale quella relativa ai coadiuvanti con età inferiore a 21 anni (22,35 per gli artigiani e al 22,44 per i commercianti).
  • Iscritti presso la gestione separata dell’Inps: pagano il 25% mentre le altre figure iscritte alla gestione versano il 33% della predetta cifra. Poiché nel 2021 il minimale per l’accredito contributivo è rimasto fissato in € 15.953,00, per il medesimo anno l’importo minimo dovuto dai prosecutori volontari della Gestione separata non potrà essere inferiore a € 3.988,32 su base annua e € 332,36 su base mensile per quanto concerne i professionisti e a € 5.264,52 su base annua e € 438,71 su base mensile per quanto concerne tutti gli altri iscritti.