Guardia di Finanza, nel corso di un’ispezione ci sono cose che non può fare

No, le divise non possono far tutto! Ci sono delle cose che, neppure le Fiamme Gialle, possono permettersi di fare. Ecco quali.

L’occhio del Fisco è sempre presente su di noi e sui nostri movimenti fiscali. La Guardia di Finanza è sempre pronta a visionare e a “ficcare il naso” e, talvolta, la cosa può spaventarci. Le ispezioni della Guardia di Finanza sono uno strumento per combattere illeciti fiscali e frodi ma spesso è importante capire come funzionano le ispezioni per valutare cosa può essere veramente fatto e cosa invece no. Obiettivo dei controlli della Guardia di Finanza è controllare ipotetiche violazioni alle norme tributarie e finanziarie, qualificare e quantificare la capacità contributiva del soggetto della verifica, acquisire elementi che possano essere utilizzati per la determinazione delle basi imponibili e combattere illeciti fiscali.

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In genere, le verifiche fiscali si svolgono nei locali di attività commerciali ma, in verità, prima di giungere al controllo ci sono altre misure più soft che gli agenti sono tenuti ad eseguire, come ad esempio controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui si decida di entrare nei negozi o negli esercizi commerciali, questi devono svolgersi “durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività del soggetto fiscalmente investigato, nonché alle sue relazioni commerciali e professionali”. 

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In fase di ricerca documentale, gli ispettori non possono sottoporre il contribuente a perquisizione personale. Inoltre, vige il divieto di aprire coattivamente plichi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e simili che siano chiusi a chiave. Qualora tali modalità fossero ritenute opportune dai verificatori, questi potranno attuarle solo con l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.