Multe, i tre casi in cui conviene davvero fare ricorso

Ecco 3 casi in cui, se hai preso una multa, puoi fare ricorso e contestare l’addebito e la sanzione. 

Le multe sono il pericolo più temuto dagli automobilisti. In alcuni casi, una multa può essere non pagata. Le situazioni più frequenti sono le multe agli autovelox. La norma prevede che non sono valide multe prese agli autovelox non ben segnalati che possono essere non visibili agli automobilisti. Infatti, gli autovelox vanno segnalati tramite cartelli classici oppure luminosi, fissi o temporanei. Pattuglie e posti di blocco devono essere ben visibili agli occhi degli automobilisti e non essere nascosti.

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La norma prevede che la cartellonistica deve essere posta ad almeno 250 metri prima della postazione per superstrade e autostrade, a 150 metri su strade urbane ed extraurbane e almeno a 80 metri su tutte le altre strade. Inoltre, tutti gli autovelox fissi devono essere omologati dal Ministero dei trasporti e le apparecchiature devono essere gestite da organi che svolgono funzioni di polizia stradale. In caso contrario, la multa può non essere pagata. Nel caso di rimozioni auto illegittime, occhio a controllare che la rimozione vada di pari passo con una multa. Nel caso di strisce blu, queste devono essere situate fuori dalla carreggiata, in modo da non ostacolare il regolare scorrimento del traffico. Quando il parcometro non funziona, può scattare la contestazione della multa anche se può essere utile segnalare alla società delle colonnine il guasto della colonnina.

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Oltre questi casi specifici appena citati, le infrazioni del codice stradale che possono far scattare la multa intestata al possessore dell’automobile sono nella maggior parte dei casi sosta vietata; superamento dei limiti di velocità; oppure transito in aree ZTL senza relativo permesso. Se si ritiene che la multa non sia valida, è possibile fare ricorso entro i 60 giorni dalla data della presunta infrazione. Conviene farlo, però, soltanto quando si ha certezza di essere nella ragione dal momento che un eventuale ricorso potrebbe essere molto più oneroso della multa stessa. Questa, se pagata entro i tempi, può avere un importo scontato del 30% se si provvede a saldarla entro i primi cinque giorni. L’eventuale ricorso può essere presentato solo ed esclusivamente se la multa non viene pagata.

Due tipi di ricorso 

Esistono due tipi di contestazione: immediata e differita. Il ricorso immediato avviene nel momento stesso dell’accertamento dell’infrazione. Gli agenti preposti possono infatti accogliere le rimostranze del conducente che ha infranto le regole del codice della strada. Nel caso in cui gli accertamenti delle infrazioni avvengano in assenza del conducente si parla di ricorso in differita. I casi in cui conviene contestare la multa sono errata indicazione della targa del veicolo; verbale illeggibile; accertamento da parte di agenti non appartenenti al territorio di competenza. In questi tre casi, la vittoria del ricorso è quasi certa e conviene effettivamente fare ricorso. La contestazione va mostrata al prefetto competente, entro 60 giorni dalla data di notifica della multa; oppure al giudice di pace competente, entro 30 giorni dalla data di notifica.

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La contestazione presentata al Prefetto è però gratuita, al netto delle spese sostenute per la presentazione della domanda. Se il Prefetto non risponde entro 210 giorni, il ricorso si considera accolto. Se la richiesta viene rigettata, dovrai pagare il doppio dell’importo della multa. In questo caso hai 30 giorni di tempo per fare ricorso al Giudice di Pace.